Con TIME LAPSE abbiamo voluto omaggiare l’equilibrio perfetto ed intangibile di Madre Natura e, in particolar modo, dei quattro elementi che la costituiscono: acqua, aria, fuoco e terra.

Lo spettacolo è composto da quadri tematici componibili diversamente a seconda dello spazio di allestimento e associabili per contrasti o sintonie, evocando ricordi, reinterpretando storie, testi, classici intimamente familiari a tutti, in cerca di un contatto emotivo autentico con lo spettatore.

I quattro elementi si presentano in tutte le loro possibili declinazioni e potenzialità: la loro supremazia sull’uomo, l’utilizzo che l’uomo stesso può farne nel bene e nel male, la loro potenza distruttiva e la loro forza creatrice, sia singolarmente sia in interazione tra di loro.

La performance si presta ad adattarsi per sua intrinseca natura a spazi all’aperto, anche e soprattutto suddiviso in installazioni itineranti, ma anche in spazi chiusi e/o conformati secondo una tradizionale disposizione palco/platea; i blocchi scenici che compongono lo spettacolo sono stati, infatti, ideati per essere accostati tra loro in molteplici combinazioni, proprio a seconda dello spazio disponibile. Ne consegue che Time Lapse non si presenta mai uguale a se stesso, ma viene rinnovato e ricreato di volta in volta, suggerendo sempre stimoli nuovi a chi assiste alla sua messa in scena.

Le immagini che vengono rievocate in Time Lapse

FUOCO: il fuoco salvifico che venne donato da Prometeo agli esseri umani e la difficile scelta compiuta dal titano tra la salvezza dell’umanità e il volere degli dei; in contrapposizione al fuoco mortale attraverso cui l’inquisizione “purificava” le donne accusate di stregoneria, questa scena è introdotta dal Mangiafuoco Collodiano, e accompagnata da una coreografia molto suggestiva di giocoleria infuocata. Possibilità di inserimento nella composizione itinerante di un monologo della piccola fiammiferaia.

TERRA: la terra vista nella sua accezione di guerra e lotta per la sopravvivenza, una battaglia ad impulsi con ritmi musicali tribali, legata agli antichi riti primitivi; un riferimento colto alle Città Invisibili di Calvino con Argia, la città sotterranea, con il quale mostriamo il legame dell’uomo con la terra nuda e cruda; un richiamo agli eserciti in marcia con l’esercizio della Schiera.

ACQUA: la pioggia è rappresentata dalla recitazione de La pioggia nel Pineto, composizione poetica di D’Annunzio, in cui emerge la comunione con la natura; il mare invece è richiamato dalla rappresentazione di una zattera nella tempesta il cui superstite viene attratto dal canto seduttivo delle sirene Omeriche.

ARIA: la Regina delle Bolle recita una poesia introduttiva dedicata agli elementi della natura mentre fate giocano con bolle di sapone giganti in un’atmosfera di pace e di gioco, in richiamo alla leggerezza di questo elemento, così come in chiusura una leggiadra danza tra gli elementi riconduce alla compresenza i quattro protagonisti di questo spettacolo. L’aria nella sua accezione distruttiva può essere considerata co-protagonista della scena della zattera in tempesta.

Chiudi Menu